Sulle opere d'arte...

Ho sempre sostenuto l'inutilità dello "spiegare" la bellezza di un dipinto; e questo concetto penso possa valere non solo per le mie opere ma per tutta l'arte, a prescindere dal tipo di arte, sia essa pittura o scultura o finanche musica o letteratura o qualsivoglia tipo di espressione artistica. Questa mia convinzione è basata su un concetto semplice: L'arte deve emozionare, creare delle sensazioni o più semplicemente deve piacere, e questo "piacere" non deve essere provocato o quantomeno mediato da una spiegazione; la sensazione deve crearsi da se, dal contatto tra l'opera e l'osservatore, il quale preferibilmente dovrebbe essere solo, senza nessuno vicino a suggerire neppure un semplice "guarda che bel quadro".

Perché quel suggerimento inevitabilmente influenzerà l'osservatore, e questo maggiormente avverrà quanto più la "guida" o chi fornisce la spiegazione è persona qualificata o conoscitore d'arte e quanto meno l'osservatore è preparato se non addirittura completamente a digiuno sull'argomento.

Ecco perché quando mi si chiede un parere sulla "bellezza" o il livello artistico di un dipinto, pur avendo io ovviamente una mia opinione, rispondo ponendo una semplice domanda:
Lo appenderesti nella parete del tuo soggiorno? Se si, allora il quadro "va bene", vuol dire che per te è bello, ha un valore artistico a prescindere dal prezzo o dalla quotazione di mercato, che, è assodato, sono oramai assolutamente scollegati dalla qualità dell'opera, ma rispondono solo a logiche meramente mercantili e/o pubblicitarie.

Se invece la risposta è "non lo appenderei nella parete del mio soggiorno", allora il quadro o la scultura o l'opera d'arte in genere non hanno raggiunto l'obbiettivo, o per lo meno non con quella persona.

Certo, ci sono dei casi in cui non tutti appenderebbero il dipinto nel proprio soggiorno malgrado si sia rimasti colpiti dalla bellezza o dalla fattura dell'opera; penso ad un nudo decisamente audace, o ad un dipinto particolarmente crudo, o più semplicemente ad un quadro che non si intona all'ambiente o agli arredi circostanti, ma questo è un altro discorso...

Questo per quanto riguarda il valore artistico, la qualità o la bellezza del lavoro. Un discorso similare è da farsi per quanto riguarda il "significato" di un' opera d'arte. E' un'altra serie di domande frequenti, fanno proprio riferimento al significato dell'opera: Ma questo quadro cosa vuole rappresentare? Oppure: Cosa pensavi quando lo dipingevi? O ancora, domanda sempre più complessa: Ma quale è la metafora nascosta?

La risposta in questo caso è una domanda un po' più impegnativa per l'osservatore: Tu cosa vedi nel quadro, cosa leggi, cosa rappresenta per te che lo stai osservando. Il significato dell'opera dal punto di vista dell'artista dovrebbe a mio avviso avere importanza solo per lui, al limite potrebbe essere di interesse dal punto di vista "storico", ma dal momento in cui l'opera è terminata diventa patrimonio, sicuramente del nuovo proprietario o committente, ma anche in parte di tutte le persone che vengono in contatto con l'opera stessa, ammirandola se si tratta di un opera di pittura o di scultura, ascoltandola se si tratta di musica o leggendola se invece si tratta di un opera letteraria. E ognuna di queste persone e solo loro saranno gli "interpreti" dell'opera d'arte. Quando un brano musicale ci emoziona o ci fa "venire i brividi", sicuramente questa sensazione non è dovuta alla preventiva spiegazione del compositore.

Questa è la cosa importante, poiché quando il dipinto sarà appeso nella famosa parete del soggiorno di casa, non ci sarà il pittore a spiegare il significato dell'opera agli ospiti, ed il quadro dovrà "parlare da solo", senza intermediazioni, senza interpreti, e solo allora si capirà se l'opera ha raggiunto il suo obbiettivo, cioè se "colpirà" i visitatori.

Il quadro, per lo meno per quanto mi riguarda, ha questa funzione primaria, deve "notarsi", non può o non dovrebbe passare inosservato. Chi entra in una dimora altrui e ha modo di soffermarsi per più di qualche secondo in un ambiente, se "vede" il dipinto o la scultura, allora quel dipinto o quella scultura hanno raggiunto il loro scopo, hanno un loro "valore", o almeno lo hanno per l'osservatore in questione, e tanto basta.

Questa è la filosofia della mia arte; certo la pittura figurativa è meno legata alle "spiegazioni" e descrizioni di cui sopra, ma è altrettanto vero che chi osserva "L'adepto" senza conoscerne il titolo può "leggere"nei pensieri e nelle parole dei due personaggi qualsiasi cosa, l'unica certezza è che uno dei due prevale sull'altro, ma l'argomento, l'oggetto del contendere, il motivo di discussione e forse di litigio tra i due rimangono e rimarranno misteriosi, ermetici; e non è assolutamente detto che il pittore (io in questo esempio), sapesse di cosa stessero discutendo i due personaggi. Non solo, ma pure conoscendo il titolo dell'opera in questione, il quale se non altro chiarisce sul tipo di rapporto esistente fra i due, le considerazioni di cui sopra avrebbero la stessa valenza, lasciando alla fantasia dell'osservatore tutta la libertà possibile.

Ed in quest'ottica sono da "leggere" le poche righe che ho disposto a commento di ogni dipinto. Gli amici che ho incaricato e che ringrazio, dell'incombenza di descrivere i miei quadri, hanno avuto un bel chiedermi sul significato dei dipinti stessi, ricevendo inesorabilmente la stessa risposta: Descrivi ciò che vedi tu, ciò che l'opera ti suggerisce, sarà certamente la cosa migliore da farsi.

Davide Secci